martedì 24 luglio 2018

QUELL’ELISIR DI LUNGA VITA CHIAMATO PESCE 
UNA NUOVA RICERCA DIMOSTRA CHE IL CONSUMO RIDUCE
IL RISCHIO DI MORTALITÀ DEL 40% - “ELEVATE QUANTITÀ DI SALMONE, MERLUZZO BIANCO E ASINELLO RIDUCONO DEL 38% IL RISCHIO DI MORTE NELLE DONNE AFFETTE DA MORBO DI ALZHEIMER, MENTRE DIMINUISCE DEL 37% IL RISCHIO PER GLI UOMINI DI MORIRE PER MALATTIE CRONICHE DEL FEGATO” 
 MA ATTENZIONE A COME LO SI CUCINA !























Mangiare pesce riduce il rischio di mortalità del 40%. Secondo una ricerca cinese, elevate quantità di salmone, merluzzo bianco e asinello riducono del 38% il rischio di morte nelle donne affette da morbo di Alzheimer, mentre una dieta a base di pesce diminuisce del 37% il rischio per gli uomini di morire per malattie croniche del fegato.

Inoltre, come sottolineato anche da ricerche precedenti, gli omega-3 aiutano a ridurre leinfiammazioni, riducendo il rischio di cancro e di malattie cardiache. I benefici dell'omega-3, però, sono reali solo se il pesce è cotto, 
grigliato o al forno: mai la frittura, che aumenta il rischio 
di morte per complicazioni cardiache o polmonari.





Si ritiene che questo sia dovuto al fatto che la frittura sia alla base dello sviluppo di acidi grassi trans, che aumentano i livelli di calorie nei pasti.


I risultati della ricerca, inoltre, suggeriscono che gli uomini che mangiano una maggiore quantità di pesce hanno il 10% di probabilità in meno di morire per malattie cardiache, il 6% in meno di cancro e il 20% in generale in meno rispetto a quelli che mangiano poco pesce. Una dieta a base di pesce, infine, riduce anche il rischio per le donne di morire di malattie cardiache del 10%.



























Pesce, omega-3 e cuore. Un tris che ormai conosciamo bene, per gli effetti protettivi di questo alimento nel ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

Ma sembra proprio che i suoi benefici non finiscano qui: ora un ampio studio, condotto su oltre 400mila persone e pubblicato sul Journal of Internal Medicine, rivela che il consumo di pesce allunga la vita, riducendo il rischio di mortalità precoce per tutte le cause, in modo dose-dipendente, quindi più se ne mangia, meglio è.




Il pesce allunga la vita

Per lo studio, i ricercatori hanno selezionato un campione di circa 420mila persone - approvato dall'Istituto di revisione degli studi speciali del National Cancer Institute degli Usa - depennando invece chi era affetto da malattie cardiache o ictus, patologie renali allo stadio terminale e chi era in condizioni di salute precarie.





























Gli esperti hanno quindi seguito per 16 anni 240.729 uomini e 180.580 donne (di questi nel periodo complessivo delle indagini sono morti 54.230 uomini e 30.882 donne), suddividendo il campione in gruppi di assunzione totale di pesce per valutare le caratteristiche dietetiche e lo stile di vita dei partecipanti.



Dalle indagini è emerso come una buona assunzione di pesce fosse associata a un minor rischio di morte: 9% in meno per gli uomini e 8% in meno per le donne, confrontando il quintile più alto con quello più basso di assunzione di pesce.





















Sono andati poi a vedere più da vicino per quali tipi di malattie valesse questo 'regola': ebbene, per gli uomini i maggiori benefici riguardavano specialmente la riduzione del 37% del rischio di mortalità per malattie croniche del fegato, del 20% per malattie respiratorie, 10% per quelle cardiovascolari e 6% per il rischio di mortalità dovuto al cancro.



Per le donne, la riduzione del rischio riguardava soprattutto il morbo di Alzheimer (38%) e malattie cardiovascolari (10%). Attenzione però a come cucinarlo: dalla ricerca sembra infatti che il pesce fritto - se consumato in grandi quantità - non abbia le stesse proprietà benefiche per le donne, specialmente nel prolungare la durata della vita.
Anzi, sembra possa addirittura mettere a rischio la loro salute, aumentando il rischio di morte per tutte le cause.
































L'omega-3

Gli esperti hanno inoltre esaminato quali effetti avesse l'assunzione di acidi grassi omega-3 a catena lunga - i grassi buoni contenuti nel pesce -, riscontrando un ridotto rischio di morte per problemi cardiaci in entrambi i sessi, 15% negli uomini e 18% nelle donne.






































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