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martedì 15 agosto 2017

CARENZA DI VITAMINA B causa

Carenza di Vitamina B12 ? 

ecco i sintomi che non dovresti mai ignorare





La vitamina B12 (cobalamina) è un nutriente essenziale per molte funzioni del nostro corpo, ma purtroppo gran parte della popolazione ne è carente. Inoltre, la stragrande maggioranza delle persone non è consapevole che una carenza di vitamina B12 può essere responsabile di una serie di sintomi non immediatamente riconducibili ad una carenza di vitamina B12 (circa il 50% dei pazienti con malattie subcliniche hanno una carenza di B12).




Quindi, se ti senti stanco, fuori forma o non particolarmente sano, sicuramente ti sarà di aiuto continuare la lettura di questo articolo perché alcuni dei tuoi sintomi possono essere il risultato di un deficit di questo fondamentale nutriente. Andiamo per ordine, quali sono gli alimenti che contengono vitamina B12 e perché è così importante per la nostra salute e vitalità ?


Vitamina B12   –  Perché è importante ?

La vitamina B12 svolge un ruolo cruciale all’interno del nostro corpo. E’ responsabile della produzione delle cellule sane e i nostri nervi non possono lavorare in modo efficiente senza delle adeguate quantità di questa vitamina. È l’elemento che il corpo usa per la formazione e riparazione del DNA, che mantiene il nostro sistema immunitario sotto controllo, regola i nostri cicli dell’umore e del sonno, aiuta a gestire lo stress nel corpo e supporta la corretta funzione neurologica.


La funzione del cervello

Con l’avanzare dell’età il nostro cervello tende a restringersi e la funzione cognitiva comincia a rallentare. E’ stato dimostrato che un’integrazione di vitamina B12 è in grado di rallentare questo processo e limitare la perdita di memoria.
Gli studi hanno dimostrato che 1 anziano su 2 mostra una diminuzione dei livelli di vitamina B 12, perché con l’invecchiamento si è meno in grado di assorbire questa vitamina a causa del declino in una glico-proteina prodotta nel nostro stomaco chiamata fattore intrinseco. Gli adulti più giovani possono essere soggetti ad un basso contenuto di vitamina B12, soprattutto coloro che hanno disturbi digestivi e chi segue una dieta vegetariana o vegana.
Una condizione nota come l’anemia perniciosa – per fortuna abbastanza rara – può essere causata anche da livelli cronici di vitamina B12, e questa condizione può portare ad alcune forme di demenza. L’anemia perniciosa è una condizione grave e i primi sintomi sono spesso: confusione, lentezza, irritabilità e apatia.


Fonti naturali di vitamina B12

La B12 è una vitamina unica, in quanto fonti naturali si trovano solo negli alimenti di origine animale (vedi ulteriori informazioni qui di seguito), ma alcuni alimenti pre-confezionati sono arricchiti con una forma sintetica di vitamina B12. A seconda della tua dieta e della tua età, è possibile che tu non stia assumendo una quantità sufficiente di questa importante vitamina.

Alcuni alimenti vegetali contengono una percentuale di B12, ma gli studi hanno dimostrato che il corpo umano non è in grado di utilizzare il modulo a base vegetale di vitamina B12, il che significa che vegetariani e vegani sono ad alto rischio di sviluppare una carenza di questa vitamina, nonostante essi includano nella loro dieta alimenti vegetali che contengono una percentuale di B12. La vitamina B12 è prodotta biologicamente solo dai batteri presenti nell’intestino degli animali e, a differenza di altre vitamine, questa non possiamo ottenerla dalle piante o dalla luce solare.

Le migliori fonti alimentari di vitamina B12 sono la carne rossa, il pollame, il pesce, le uova, i crostacei, il latte e la maggior parte dei prodotti lattiero-caseari. Tuttavia, anche quelli che mangiano quantità abbondanti di questi alimenti possono essere a volte carenti, a causa di alcune condizioni di salute, oppure a causa dell’età (come già detto sopra). Inoltre il rivestimento del nostro stomaco perde anche la sua capacità di produrre adeguate quantità di acido cloridrico, che è necessario per la ripartizione e l’assorbimento della B12 dal cibo. Alcune persone che hanno problemi digestivi o assumono farmaci che bloccano l’assorbimento, sono a più alto rischio in quanto non sono in grado di assorbire questa vitamina.

I sintomi di carenza di vitamina B12 sono:

  • Perdita di energia o debolezza
  • Confusione
  • Problemi di sonno
  • Problemi digestivi
  • Cattiva circolazione
  • Perdita della vista o dell’udito
  • Problemi di memoria
  • Vertigini
  • Nebbia cerebrale
  • Sbalzi insoliti d’umore/rabbia/psicosi
  • Formicolio alle estremità
  • Abbassamento del sistema immunitario
  • Sanguinamento delle gengive o facile ecchimosi
  • Perdita di peso

I sintomi più gravi di carenza di vitamina B12 sono:

  • Pelle giallastra
  • Stanchezza
  • Mancanza di respiro
  • Mal di testa
  • Intorpidimento o formicolio alle mani e ai piedi
  • Problemi a mantenere l’equilibrio
  • Psicosi

Chi è più a rischio ?

E’ importante controllare il tuo livello di B12 soprattutto se sei:
  • Vegetariano o vegano
  • Se soffri di disturbi intestinali come Morbo di Crohn, celiachia o infezione da candida cronica
  • Un bevitore di alcool
  • Se utilizzi, per altri problemi di salute, farmaci che riducono l’acidità
  • Se soffri di malattie autoimmuni
o se soffri di uno o più sintomi indicati nella lista di cui sopra.

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mercoledì 25 gennaio 2017

La presenza di emicrania si associa al rischio di ictus peri-operatorio !





Nei pazienti chirurgici con storia di emicrania aumenta il rischio di ictus ischemico peri-operatorio, secondo i risultati di a uno studio appena pubblicato sul British Medical Journal e coordinato da Matthias Eikermann, direttore del dipartimento di anestesia, rianimazione e medicina del dolore al Massachusetts General Hospital e Harvard Medical School di Boston. «Fino a un quinto della popolazione generale soffre di emicrania, un disturbo che influenza sia il sistema nervoso sia quello vascolare, mentre lo stress chirurgico e le risposte infiammatorie post-procedurali sono note per facilitare fenomeni tromboembolici con conseguente aumento del rischio di ictus ischemico al momento dell'intervento» spiegano i ricercatori, che per verificare eventuali collegamenti fra presenza di emicrania e rischio di ictus ischemico peri-operatorio hanno esaminato le cartelle cliniche di quasi 125.000 pazienti operati in anestesia generale con ventilazione meccanica in tre ospedali del Massachusetts tra il 2007 e il 2014. Di questi, l'8% aveva una diagnosi di emicrania, e il 13% ha avuto un'emicrania con aura.


«Nel complesso, lo 0,6% dei pazienti ha avuto un ictus ischemico peri-operatorio entro 30 giorni dopo l'intervento chirurgico» riprende l'autore, precisando che rispetto ai pazienti non emicranici, quelli con l'emicrania avevano un aumento del 75% delle probabilità di avere un ictus, rischio che aumentava ulteriormente se l'emicrania era con aura. In altri termini, secondo le stime di Eikermann e colleghi, per ogni 1.000 pazienti chirurgici ci sarebbero 2,4 ictus ischemici, che diventerebbero 3,9 nei pazienti con emicrania senza aura e 6,3 in quelli con aura. «Alla luce di questi dati suggeriamo di inserire la presenza emicrania con o senza aura nella valutazione del rischio peri-operatorio» concludono gli autori.

Posso davvero confermare il tutto proprio perché mio marito aveva spesso forti mal di testa e purtroppo ha avuto 3 ictus in 6 anni.
Noi davamo la causa del suo mal di testa al fatto che cantando ( la sua attività professionale ) gli procurava forti emicranie e invece erano gli sbalzi di pressione che i medici hanno sottovalutato.
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domenica 11 ottobre 2015

Metodi per SCONFIGGERE ul MAL di TESTA da CERVICALE . . .. .

metodi per sconfiggere il 

“mal di testa da cervicale”












Con l'arrivo dell'autunno esplodono i casi di mal di testa da cervicale

Con l'arrivo dei primi freddi i ritmi serrati al lavoro e la routine creano spesso una situazione stressante per l’organismo, soprattutto nelle settimane che segnano l’inizio della stagione autunnale, quando anche le giornate si accorciano e le temperature iniziano a calare. Con le tante ore trascorse davanti al computer e l’agenda piena di scadenze e impegni, i muscoli si contraggono ed ecco comparire il mal di testa 'da cervicale', associato a dolore muscolare nell’area del collo e delle spalle. Un disturbo frequente,  che richiede attenzione e interventi specifici

Per molti italiani, con l’intensificarsi dei ritmi di lavoro e i cambiamenti climatici che segnano l’arrivo dell’autunno, si verificano episodi cefalalgici per lo più di tipo tensivo ed occasionale, associati a dolore nella regione cervicale. Un disturbo da non sottovalutare, che spesso è causato dallo stato di stress, a cui si aggiunge l’adozione di posture scorrette sul luogo di lavoro e cattive abitudini alimentari. In poche settimane l’organismo passa dalla vita all’aria aperta delle belle giornate estive, alla ripresa di una vita sedentaria e di una intensa routine lavorativa, a cui si aggiungono anche meno ore di luce e temperature più basse.














Questi fattori possono indurre episodi di mal di testa, comunemente definito come 'mal di testa da cervicale', perché associato a collo e spalle doloranti. Non esistono al momento chiare evidenze a dimostrare che il dolore cefalalgico tensivo possa essere legato in alcuni casi a contrattura o tensione muscolare nella regione cervicale, tuttavia è parere comune che l’adozione di una postura corretta e di uno stile di vita sano, che preveda movimento e attività all’aria aperta, siano un valido aiuto per sostenere e proteggere il buon funzionamento dell’organismo.
È utile prepararsi fisicamente all’arrivo della stagione autunnale. Inoltre, alla comparsa dei primi sintomi è "importante intervenire subito con un farmaco antinfiammatorio che agisce rapidamente bloccando l’evolversi dell’episodio prima che il dolore raggiunga il suo apice".
Ecco dunque i 5 rimedi dell'esperto per evitare il mal di testa 'da cervicale':


















1) PREPARARSI A UN BUON AUTUNNO – Fin dai primi giorni dopo il rientro dalle vacanze, prepararsi al cambiamento di ritmo che accompagna l’arrivo dell’autunno è utile per evitare di stressare l’organismo. Guardare al lavoro con serenità, ponendosi degli obiettivi realistici, è il migliore strumento per non incorrere nello stato di tensione che può causare gli episodi cefalalgici.



















2) MOVIMENTO E POSTURA – Organizzare i giorni in ufficio prevedendo momenti di pausa, movimento all’aria aperta ed evitando di passare troppe ore nella stessa posizione alla scrivania. Attenzione anche all’adozione di una postura corretta, per evitare la tensione dei muscoli e dei legamenti, causata ad esempio dalla cattiva abitudine di tendere la testa in avanti.

3) L’ALIMENTAZIONE COME ALLEATA – Adottare un’alimentazione sana, con pasti a intervalli regolari. È molto utile una dieta ricca di liquidi, frutta e verdura, con particolare attenzione alla colazione, per iniziare la giornata con il giusto apporto energetico.

4) NON ASPETTARE – In caso di comparsa dei primi sintomi di mal di testa, correre subito ai ripari con un rimedio antinfiammatorio, e intervenire per bloccare l’evolversi dell’episodio e l’intensificarsi del dolore. In caso il mal di testa aumenti di frequenza e intensità è però necessario rivolgersi a un esperto per maggiori approfondimenti.

5) L’ARTE DEL RELAX – Regole e routine devono essere acquisite gradualmente e gestite con un atteggiamento rilassato e positivo, per evitare che si trasformino in una fonte di stress per il nostro organismo, esponendoci così al rischio di mal di testa. Ritagliarsi piccoli momenti di relax durante la giornata aiuta a non disperdere le energie e a mantenere l’equilibrio psico-fisico del nostro organismo.

































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