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sabato 29 ottobre 2016

DI COSA HANNO BISOGNO GLI ATLETI ? 



















VITAMINE e MINERALI 
svolgono molte funzioni nel corpo dell' atleta, che includono la produzione di energia ed il mantenimento dei tessuti, delle ossa e della funzione immunitaria.
L' esercizio fisico sottopone a stress molte delle vie biochimiche in cui è richiesta la presenza di micronutrienti, aumentando il ricambio e la perdita di questi nutrienti.



Pertanto, gli atleti potrebbero avere fabbisogni più grandi di questi micronutrienti, per mantenere e costruire i muscoli e mantenere una normale funzione psicologica.
Diamo un' occhiata ad alcuni dei più comuni nutrienti interessati: CALCIO vitamina D, vitamine del gruppo B, FERRO, ZINCO e MAGNESIO.


















CALCIO e VITAMINA D
NUTRIENTI CHIAVE PER LE OSSA !

Ossa forti sono essenziali per l' allenamento ed il rendimento atletico poiché forniscono una struttura forte e rigida per i muscoli. 
Senza un' adeguata nutrizione, la struttura delle ossa può risultare compromessa e sottoporre gli atleti a rischio di ossa deboli, fratture e osteoporosi. In aggiunta ad un introito adeguato di calorie della dieta , il calcio è un nutriente chiave nel mantenere ossa sane e la vitamina D contribuisce al normale assorbimento / utilizzazione del calcio.



La ricerca suggerisce che gli atleti che vivono nelle latitudini a nord, dove c' è una minore esposizione al sole, o che si allenano principalmente al chiuso durante l' anno, come i ginnasti e i pattinatori, sono particolarmente a rischio di carenza di vitamina D e trarrebbero beneficio mangiando cibi fortificanti o integrando con vitamina D.




  KAL MAD PLUS D
calcio magnesio e vitamina D 
per il mantenimento di ossa, muscolatura e denti sani e per la riduzione della stanchezza !








KAL MAG PLUS D
codice:  724
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sabato 23 luglio 2016

Alla scoperta del MAGNESIO !

aiuta a curare quasi tutto,

perché pochi lo sanno ? ! ? 



Lo troviamo in quasi tutte le cellule del nostro corpo, è indispensabile per l’attività di oltre 300 enzimi e svolge un ruolo fondamentale praticamente su quasi tutti gli apparati del corpo umano: ecco come mai la sua carenza provoca molti disturbi. Non a caso, da chi ne conosce le potenzialità, è considerato la panacea di molti mali. E’ facilmente assimilabile ed economico. Ma soprattutto funziona !
Allergie, osteoporosi, digestione, invecchiamento cardiovascolare, stanchezza cronica, colesterolo, problemi della prostata, stress e ansia: sono tantissimi i disturbi che migliorano con l’assuzione di magnesio.

In quali cibi si trova più magnesio?

Apprendiamo da Durlach [1997; N.d.A.], il padre della ricerca sul magnesio, che l’assunzione giornaliera media di magnesio da cibi era tre volte superiore cento anni fa rispetto a quello che è oggi nella società industrializzata .
Oltre a ciò, i dati epidemiodologici che riguardano la diffusione delle malattie infiammatorie, o della demineralizzazione ossea, o la diffusione dei mal di testa o dei disturbi cardiaci, ci confermano che la carenza di magnesio non è un problema che viene risolto bene dalla nostra alimentazione .


I dati ci dicono anche che ci sono problemi tali di intossicazione quotidiana da veleni, e dunque deplezione di magnesio, o problemi di resistenza insulinica, e dunque deplezione di magnesio, che vale la pena considerare ogni tanto un buon supplemento di magnesio. Sospettiamo anche che la flora batterica intestinale delle persone non sia a posto e quindi vale la pena di pensare ancora una volta alla supplementazione di magnesio. molto stretta dall’invecchiamento e dall’esaurimento cronico delle ghiandole surrenali. Certo ci sono molte cose da fare per far riprendere le surrenali, ma come dimostrano i risultati ottenuti con il magnesio nella sindrome premestruale, il magnesio le aiuta notevolmente.


Qual è la dieta migliore per avere il corretto quantitativo di magnesio? I vegetali a foglia larga sono ricchi di magnesio (essendo il magnesio l’elemento centrale della molecola di clorofilla), poi noci, mandorle ,albicocche secche, fichi. Cibi straordinariamente ricchi di magnesio sono le alghe, i semi di lino , i semi di sesamo, i semi di zucca, i semi di girasole, gli alfa alfa, i germogli di alfa alfa e i germogli di cereali integrali in chicchi.
Peccato però che l’impego di concimazioni minerali e il raffinamento dei cibi portino alla quasi totale perdita di magnesio. La stessa cottura può portare a un impoverimento dello stesso fino al 70%.


Magnesio Cloruro


Il Cloruro di Magnesio aiuta a curare“epilessie, distrofie, sclerosi, poliomielite, tumori, asma, bronchite cronica, broncopolmonite, enfisema polmonare, influenza, pertosse, raucedine, affezioni dell’apparato gastrointestinale, malattie cervicali, tensioni neuro muscolari, artriti, sciatiche, dolori ai muscoli, calcificazioni, osteoporosi, depressioni, ansie, paure, mali di testa, febbri, fuoco di sant’Antonio, orticarie, tetano (anche quando il paziente è già rigido), morsi di vipera (lavare anche la ferita), rabbia, parotite, scarlattina, rosolia, morbillo e le altre malattie dell’infanzia”.


Come ogni scoperta, anche questa parte da un evento pressoché fortuito: nel 1915 il professor Pierre Delbet, utilizzando una soluzione di cloruro di magnesio per il lavaggio delle ferite, si rese conto di come questa non solo non danneggiasse i tessuti, cosa che invece accadeva con gli altri antisettici, ma addirittura facilitasse la guarigione della ferita stessa.
Delbet scoprì inoltre come l’uso del cloruro di magnesio scongiurasse pericolose complicazioni, quali le sovra infezioni batteriche frequenti all’epoca, grazie all’azione di stimolo sull’attività dei globuli bianchi.


Il successivo e importantissimo passo fu scoprire che l’azione di stimolo non era limitata ai globuli bianchi, bensì agisse su tutte le cellule dell’organismo, allargando lo spettro oltre i meccanismi di difesa.
La sperimentazione proseguì somministrando la soluzione anche per via orale, riscontrando nella maggior parte dei pazienti il manifestarsi di una sensazione di benessere generale, energia, una maggiore resistenza alla fatica e una maggior stabilità emotiva.
All’epoca, le molte persone che cominciarono ad assumere la soluzione di cloruro di magnesio in qualità di “tonico”, con conseguenze inaspettate sull’organismo, informarono prontamente il professore.
In poco tempo, grazie alle testimonianze dei pazienti, Delbet si ritrovò tra le mani gli effetti della sua “scoperta”. Il cloruro di magnesio aveva fatto scomparire completamente disturbi dell’apparato digerente come coliti, colecistiti e angiocoliti, aveva migliorato in modo esponenziale affezioni del sistema nervoso quali il tremore senile, il morbo di Parkinson, i crampi muscolari. Ancora, effetti sorprendenti erano stati riscontrati nella cura della pelle: acne giovanile, eczema, psoriasi, verruche, geloni, prurito. Infine, Delbet fu in grado di dimostrare come il cloruro di magnesio potesse migliorare lo stato di unghie e capelli, di diverse patologie legate allo stato allergico come il  raffreddore da fieno, l’orticaria, i pruriti di vario genere fino ad arrivare alle emorroidi e all’edema di Quincke. La sua sperimentazione si allargò a tal punto da testare il cloruro di magnesio localmente, sotto forma di pomata: l’effetto non raggiunse il 100% voluto, ma l’applicazione permise di far inscurire buona parte di capelli e barbe sbiancate da anni, o di scolorire le macchie cutanee della “vecchiaia”.
Nelle sue ricerche, Pierre Delbet fu coadiuvato dal Dottor Neveu, ma i benefici del Cloruro di Magnesio hanno interessato parecchi medici e ricercatori, tra cui l’italiano Raul Vergini.


Magnesio Citrato

Nel libro Il nutriente miracoloso Peter Gillham propone duecento testimonianze
di effetti terapeutici del magnesio citrato. Gillham dice che con il magnesio ha visto superare la sindrome premestruale in dieci minuti. Ha visto muscoli atrofizzati (consumati e terapeuticamente impossibili da controllare) tornare alla loro normale funzione entro sette giorni. Lo stesso accade al cuore, che è un muscolo. Il cuore, dice Gillham, subisce lo spasmo e non può rilassarsi. Questo viene chiamato attacco di cuore. Somministrate un po’ di magnesio nell’organismo e il cuore comincerà a battere di nuovo. C’è sempre una lunga storia che riguarda la carenza di magnesio prima che l’attacco di cuore avvenga. Il magnesio assunto in questi casi spesso produce risultati in pochi secondi, conclude Gillham.
Secondo alcuni il Magnesio Citrato è l’integratore di magnesio più assimilabile dall’organismo. Sciogliere la polvere, un cucchiaino da caffè (2,4g circa) in acqua calda. Attendere che la bevanda diventi trasparente prima di bere. Si consiglia uno o due cucchiaini di polvere al giorno. Il noto Magnesio supremo,, una volta sciolto in acqua si trasforma in Magnesio Citrato che a contatto con i succhi gastrici (acido cloridrico) dello stomaco si trasforma in Cloruro di Magnesio.

Magnesio: La Panacea dimenticata ?

Se gli alchimisti assegnavano la denominazione di Panacea Universale al chermes, minerale ritenuto capace, oltre che di guarire ogni male, anche di prolungare indefinitamente la vita, a questo punto anche il Cloruro di Magnesio potrebbe arrogarsi, senza tema di smentita, lo stesso titolo.
La cosa incredibile è come la carenza di Magnesio sia sempre stata ignorata dai medici come possibile causa di almeno una buona parte dei disturbi che affliggono l’essere umano.
Il Magnesio è un elemento essenziale presente in tutti gli organismi, indispensabile per lo svolgimento di numerose reazioni enzimatiche. L’organismo umano ne contiene circa 25 grammi, localizzati per lo più nelle ossa, nei muscoli, nel cervello e in altri organi come fegato, reni e testicoli.
E? importante avere la possibilità di aumentare il proprio tono immunitario.

Secondo Padre Beno J. Schorr, professore di fisica, chimica e biologia al Collegio di Santa Caterina “Il Magnesio elimina il calcio dai punti indebiti e lo fissa solidamente alle ossa. Dopo i 40 anni l’organismo assorbe sempre meno magnesio, producendo vecchiaia e dolori perciò deve essere preso secondo l’età. 

E’ del 1932 la ricerca di Schrunipf-Pierron: la dieta abituale delle popolazioni rurali dell’Egitto forniva quasi due grammi di Magnesio al giorno. Risultato ? Tra i contadini egiziani l’incidenza del cancro era 10 volte inferiore a quella delle popolazioni di Europa e USA, mentre quella del cancro allo stomaco addirittura 50 volte minore. Non a caso, anche Delbet orientò la sua ricerca anche in quest’ambito.

Nel quotidiano, Schrunipf-Pierron osservò come i contadini egiziani non soffrissero di raffreddori, influenze, polmoniti e pleuriti. Le loro donne partorivano con estrema facilità, mentre gli anziani conservavano un’ “andatura elegante e armoniosa anche in età molto avanzata”.
Come scoprire se si è carenti di Magnesio ?

 Molto spesso i sintomi passano per ansia, ipereccitabilità muscolare, cefalea, vertigini, insonnia, asma, alterazioni del ritmo cardiaco, stanchezza eccessiva, disturbi del ciclo mestruale.


Dire che si sarà immuni da tutte le malattie è impossibile, ma sapere che c’è la possibilità di attenuare i dolori e il decadimento del corpo, è già una ragione importante per cominciare ad assumerlo. Anche perché il corpo, nella sua grande intelligenza fisiologica, elimina l’eventuale eccesso da solo. Al massimo, pulirete l’intestino. Che male non fa.












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domenica 27 settembre 2015

La RISCOPERTA della VITAMINA D un RIMEDIO per tanti MALESSERI !


LA RISCOPERTA DELLA VITAMINA D un RIMEDIO per tanti MALESSERI !


















Oggi, circa 1 miliardo di persone nel mondo hanno un deficit di Vitamina D, il 50% degli anziani ne è carente (ma il deficit si manifesta anche in età pediatrica). 

L’insufficienza di vitamina D interessa circa il 50% dei giovani nei mesi invernali. La condizione carenziale aumenta con l’avanzare dell’età sino ad interessare la quasi totalità della popolazione anziana italiana che non assume supplementi di vitamina D. La popolazione italiana è tra quelle con i più bassi livelli sierici di Vitamina D in Europa.



Cosa è la vitamina D

La vitamina D è un gruppo di pro-ormone liposolubile costituito da 5 diverse vitamine, D1, D2, D3, D4, D5 

Come viene prodotta ?

La produzione della vitamina D è in buona parte endogena[autoprodotta dall’organismo, ndr]. Grazie alla sintesi cutanea durante l’esposizione ai raggi UVB, l’80% del fabbisogno di vitamina D è garantito dall’irradiazione solare, la sintesi della vitamina D3 si verifica nei cheratinociti e deriva dal suo precursore 7-deidrocolesterolo in grandi quantità nella cute dell’uomo. Il 7-deidrossicolesterolo viene convertito in provitamina D3 dall’azione della luce solare. La provitamina D3 si converte spontaneamente in vitamina D3 (colecalciferolo) in circa 3 giorni. L’apporto esogeno in genere è piuttosto scarso (basse dosi e in un numero limitato di alimenti:pesci grassi, latte, uova).



Il sole è rilevante

La vitamina D prodotta in seguito all’esposizione solare, viene immagazzinata per essere utilizzata al bisogno nel tessuto adiposo e nel fegato  (si lega ad una specifica proteina di trasporto – DBP, Vitamin D Binding Protein).



Per chi ha delle cognizioni di chimica, il primo stadio dell’attivazione metabolica della vitamina D3 consiste nell’idrossilazione, a livello epatico, del carbonio 25 (25OHD3 25-idrossicolecalciferolo, calcifediolo o calcidiolo). La 25OHD3 prodotta a livello epatico, si lega nuovamente alla DBP ritornando nel circolo sanguigno e trasportata a livello renale può essere o attivata, attraverso l’idrossilazione in posizione 1, in 1,25 diidrossivitamina D (1,25OH2D3, 1,25 diidrossicolecalciferolo o calcitriolo) o degradata, attraverso l’idrossilazione in posizione 24, in 24,25 diidrossivitamina D (24,25OH2D3).



Come agisce dentro la cellula

L’aspetto interessante della Vitamina D è che esplica un ampio spettro di azioni con uno specifico recettore: vitamin D receptor (VDR). Questo recettore VDR, interagendo con la Vitamina D è in grado di sviluppare immediati effetti benefici cellulari. Con l’aumento dell’età si riducono i recettori cellulari VDR e la capacità di sintesi cutanea della Vitamina D dopo l’ esposizione ai raggi ultravioletti B.



Fattori che incidono sulla carenza della                

vitamina D 

Sono fondamentalmente demografici (colpisce soprattutto le donne, i bambini e gli anziani), ambientali ( la latitudine, le variazioni stagionali, alcune patologie quali celiachia, malassorbimento, uso di steroidi (nell’artrite reumatoide – allergie), insufficienza renale ed epatica, patologie della tiroide.




Quale è la forma migliore della vitamina D ?

Le ultime linee guida della Società Italiana del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMS) consigliano di usare il colecalciferolo (vitamina D3) per una sua buona maneggevolezza, tollerabilità e duttilità nella somministrazione. La vitamina D3 risulta più efficace della D2 ed ha un’azione più rapida se somministrata per orale piuttosto che per via intramuscolare.

Quali i valori ematici di riferimento ?

La vitamina D si misura quantificando i livelli di 25(OH)D presenti nel sangue ed esprimendo la sua concentrazione in nanogrammi per millilitro (ng/ml). Una sua carenza è rilevabile da un livello di <20 ng/ml (<50 nmol/L)






















La tossicità della vitamina D

Contrariamente a quanto si pensa, la tossicità della Vitamina D è un evento raro: rilevata solo in soggetti esposti ad assunzione di supplementi ad altissimo dosaggio. La prolungata esposizione al sole non può provocare intossicazione da Vitamina D3 perché ogni eventuale eccesso viene distrutto dalla luce solare. Bastano 20 minuti al giorno di esposizione al sole, per chi ha la pelle chiara, per sintetizzare livelli sufficienti di vitamina D.



Funzioni della vitamina D                                     

Recenti studi hanno potuto evidenziare che, a parte il ruolo che la riguarda nel tessuto osseo, si è visto che essa svolge un’azione importante nella proliferazione e nella differenziazione cellulare, con un potenziale meccanismo benefico in numerose patologie, quali cancro, malattie immunitarie, diabete, ipertensione e scompenso cardiaco.



Vitamina D e diabete

I dati ottenuti da uno studio supportano l’ipotesi che buoni livelli di vitamina D circolante riducono il rischio di sviluppare diabete di tipo 2. In un altro studio, alcuni pazienti trattati con vitamina D3, in aggiunta alla terapia insulinica, hanno visto ritardare la distruzione autoimmune delle cellule β del pancreas che caratterizza il Diabete di tipo 1.

Vitamina D e infezioni virali e batteriche

La vitamina D è anche coinvolta nei processi di controllo della proliferazione e della differenziazione cellulare, nonché nella immuno-modulazione.

Vitamina D e Morbo di Parkinson

Dai dati ottenuti da uno studio è stato possibile osservare che i pazienti con valori maggiori di vitamina D presentavano un rischio ridotto di andare incontro alla malattia. Questi risultati sono coerenti con l’ipotesi che alti livelli di vitamina D possano fornire protezione contro il Morbo di Parkinson.

Vitamina D e depressione

Dai dati ottenuti, è possibile osservare una stretta associazione tra depressione e bassi livelli di vitamina D nei partecipanti allo studio, soprattutto nei soggetti con precedente storia di depressione. Sulla base di questi risultati emerge la necessità di effettuare studi clinici per valutare l’effetto della supplementazione di vitamina D nei soggetti depressi.

Vitamina D e cancro mammario                            

In donne in post-menopausa, i livelli sierici di 25(OH)D sono risultati inversamente correlati al rischio di cancro al seno .


Vitamina D e vitamina A una coppia perfetta


La vitamina A e la vitamina D sono sostanze che ci proteggono da infezioni, malattie autoimmuni e tumori; la vitamina D3 si lega ad alcuni recettori (chiamati VDR) presenti nel citoplasma delle cellule. La vitamina A si lega al recettore citoplasmatico (chiamato RXR) . Quando i due recettori (VDR ed RXR) si legano rispettivamente alla vitamina D-3 ed alla vitamina A, formano un dimero VBR-RXR che penetra nel nucleo e stimola il DNA ad esprimere una serie di proteine, alcune delle quali hanno la funzione di bloccare la differenziazione cellulare e quindi il rischio di tumori.



Cosa possiamo fare per prevenire la sua carenza ?                       

E’ necessario valutare la 25(OH)D, che non dovrà attestarsi sotto la soglia minima (inferiore a 30 ng/ml) ed eventualmente intervenire con una supplementazione orale, che si è dimostrata migliore di quella intramuscolare. Va ricordato comunque, che una supplementazione efficace per alcune patologie (LES Lupus Eritematoso) si è dimostrata essere di 50.000 U.I. al mese ( maggiore rispetto al trattamento standard di 25.000 U.I.).

KAL MAG gnld NEOLIFE 

CALCIO & MAGNESIO 

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I KAL-MAG PLUS D

Integratore alimentare di Calcio e Magnesio con Vitamina D3

Indicazioni: KAL-MAG PLUS D è un integratore alimentare di calcio, magnesio e vitamina D3 ed è utile nei casi di insufficiente apporto con la dieta o di aumentato fabbisogno di tali nutrienti, inoltre, grazie alla presenza del calcio e della vitamina D3 il prodotto contribuisce al fisiologico trofismo osseo.

Ingredienti: carbonato di calcio, idrossido di magnesio, cellulosa microcristallina, sodio carbossi-metilcellulosa, antiagglomeranti: acido stearico, stearato di calcio, diossido di silicio, vitamina D3 (colecalciferolo).

Modalità d’uso: 3 compresse al giorno con un bicchiere d’acqua.
Non superare la dose giornaliera consigliata.
Gli integratori alimentari non devono essere considerati sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.

Conservare in luogo fresco e asciutto fuori dalla portata dei bambini inferiori a 3 anni.

Informazioni nutrizionali:
Dose giornaliera  
(3 compresse)
Calcio
Magnesio
Vitamina D3
(°) : RDA = fabbisogno giornaliero raccomandato
 



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Non sottovalutare l'importanza di base ma essenziale, di vitamine e minerali ! !

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