lunedì 14 settembre 2020

Quando si devono prendere i PROBIOTICI ?

 Quando prendere un probiotico   è diventato un argomento caldo di dibattito tra ricercatori, medici e professionisti della salute. 

















A che ora del giorno si dovrebbe prendere un probiotico ? 

Ha importanza quando assumerlo ? 

Si deve prendere un probiotico con il cibo o a stomaco vuoto?


Quando si dispone di un probiotico di alta qualità con la tecnologia appropriata per proteggere i batteri vivi benefici dagli acidi dello stomaco e dai sali biliari, il quando assumerlo non è così importante. 

Ciò che conta di più è che vi ricordiate semplicemente di prenderlo ogni giorno.















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sabato 20 giugno 2020

Carenza di vitamina D: sintomi, conseguenze per la salute e rimedi da adottare

Carenza di vitamina D: sintomi, conseguenze per la salute e rimedi da adottare




















Indispensabile per ossa, muscoli e cervello, utile per prevenire alcuni tumori: è la vitamina D, una vitamina liposolubile, essenziale per la salute e il benessere dell’organismo. La vitamina D è coinvolta in vitali funzioni biologiche: un suo corretto apporto è basilare a tutte le età, per evitare disturbi e malattie di varia natura.














Cos’è la vitamina D

Per vitamina D si intende un gruppo di pro-ormoni liposolubili composto da cinque diverse vitamine: D1, D2, D3, D4 e D5. Le due forme più importanti per l’organismo umano sono la vitamina D2 o ergocalciferolo e la vitamina D3 o colecalciferolo. La vitamina D2 è presente nei cibi di origine vegetale e viene assunta con l’alimentazione. La vitamina D3 è di origine animale e viene sintetizzata attraverso la pelle, grazie all’esposizione ai raggi solari.










Vitamina D: a cosa serve

La vitamina D favorisce l’assorbimento di calcio e fosforo nonché i processi di mineralizzazione dell’osso. Risulta perciò fondamentale sia per i bambini in crescita sia in ogni periodo della vita, per mantenere le ossa sane e forti. Da un lato è necessaria per la loro formazione. Dall’altro aiuta a prevenire e a combattere la fragilità ossea e l’osteoporosi, malattia dello scheletro contraddistinta da una predisposizione alle fratture.
Studi scientifici internazionali hanno evidenziato ulteriori funzioni. Si è per esempio scoperto che anche il cervello  necessita di livelli adeguati di vitamina D per funzionare al meglio. Dalla letteratura scientifica è inoltre emerso il ruolo svolto dalla vitamina D nella prevenzione di determinate tipologie tumore, come il tumore al seno. A livello cutaneo, questo pro-ormone liposolubile risulta utile per il trattamento della psoriasi. Vari studi hanno anche associato il deficit di vitamina D a una maggiore rischio di sviluppare dermatite atopica.














Carenza di vitamina D: sintomi

Il deficit di vitamina D può causare una varietà di sintomi. Dolori osteo-articolari, senso di stanchezza, formicolio, tremori, debolezza muscolare, unghie che si spezzano sono tra i più frequenti. Ma le conseguenze di una carenza di vitamina D si spingono oltre. La sintomatologia include malumore, irritabilità, tristezza e stati depressivi, per l’abbassarsi dei livelli di serotonina, neurotrasmettitore noto anche come “ormone del buonumore”.
L’eventuale deficit di vitamina D è misurabile sottoponendosi a semplici analisi del sangue. I valori normali sono compresi tra i 40 e i 70 milligrammi di vitamina D per millilitro di sangue, secondo i parametri confermati dalle più importanti organizzazioni internazionali come il Vitamin D Council e la Vitamin D Society.











Incidenza dell’ipovitaminosi D

Bassi livelli di vitamina D si riscontrano soprattutto tra le persone che non si espongono sufficientemente alla luce solare, come accade per esempio nei Paesi nordici. Possono tuttavia soffrire del deficit anche bambini e adulti che trascorrono gran parte del tempo al chiuso. 
Più di recente, l’allungamento della vita media della popolazione e 
la scarsa abitudine degli anziani a esporsi al sole hanno aumentato sensibilmente la diffusione dell’ipovitaminosi D in tutto il mondo.

Deficit di vitamina D: conseguenze

Il deficit di vitamina D si manifesta con evidenze cliniche quali rachitismo e ossificazioni incomplete nei bambini, dolori ossei negli adolescenti in fase di crescita, deformazioni scheletriche, problemi alle articolazioni e maggiore propensione alle fratture. La carenza di vitamina D è associata anche a patologie quali diabete di tipo II, osteoporosi, sclerosi multipla e demenza.

Carenza di vitamina D: rimedi

L’esposizione solare è di importanza essenziale per la sintesi di vitamina D. Questa sostanza può essere assimilata almeno in parte anche attraverso l’alimentazione. I cibi ricchi di vitamina D3 di origine animale sono il pesce azzurro ma anche la cernia, i molluschi, il pesce spada e il caviale. Buone fonti alimentari di vitamina D sono il fegato, le uova, in particolare il tuorlo, il latte e i suoi derivati. Sul fronte degli alimenti di origine vegetale, la vitamina D è assimilabile consumando frutta secca, fagioli e verdure a foglia verde, come spinaci, bietola e cicoria.


In alcuni soggetti, l’abbinamento tra esposizione alla luce naturale e regime alimentare da solo non basta e si verifica comunque una carenza di vitamina D. In questi casi, sempre sotto controllo medico, è opportuno assumere integratori di vitamina D  che possano sopperire a tale deficit.

La carenza di vitamina D, problema molto diffuso all’inizio del ventesimo secolo, sta tornando alla ribalta nella società attuale, in cui si tende sempre di più a svolgere attività al chiuso sia per motivi professionali ma non solo. Per poter salvaguardare la salute dell’organismo nella sua completezza è perciò fondamentale tenere costantemente sotto controllo i livelli di questo prezioso pro-ormone, evitando così spiacevoli conseguenze a breve e a lungo termine.

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venerdì 19 giugno 2020

Anemia da carenza di vitamine

Anemia da carenza di vitamine
























Per anemia da carenza di vitamine si intende una ridotta produzione di globuli rossi dovuta a livelli inferiori di alcune vitamine.
Che cos’è l’anemia da carenza di vitamine?
Le anemie da carenza di vitamine sono caratterizzate da una ridotta produzione di globuli rossi a causa di una deficienza vitaminica. 
Le vitamine coinvolte sono la vitamina B12, l’acido folico (folati) 
e la vitamina C, acido ascorbico.










Quali sono le cause dell’anemia da carenza di vitamine?
Le cause delle anemie da carenza di vitamina B12 sono il mancato assorbimento di questi nutrienti fondamentali alla produzione di globuli rossi sani. Ciò accade per la concomitanza di più problemi: 
uno scarso apporto di vitamine nell'alimentazione, infatti, è spesso accompagnato da un difetto nella produzione di globuli rossi con base genetica. I globuli rossi maturi sono grandi e poco numerosi, perché la maggior parte viene distrutta già a livello del midollo emopoietico.
L'anemia da carenza di B12 nella maggior parte dei casi è dovuta alla mancanza del fattore intrinseco, una proteina prodotta dalla mucosa gastrica che permette l'assorbimento della vitamina. La sua distruzione nel 90% dei casi è dovuta a meccanismi autoimmuni: cellule immunitarie distruggono le cellule che producono il fattore intrinseco ritenendole erroneamente elementi estranei all'organismo. La malattia è nota come gastrite atrofica autoimmune o di tipo A. A questa patologia si associa un'alimentazione povera di alimenti con vitamina B12, come carne e latticini. I vegetariani, ad esempio, possono sperimentare deficit di questa vitamina.
La carenza di acido folico, presente principalmente nella frutta e nelle verdure a foglia verde, è causata principalmente da un'alimentazione poco ricca di questa vitamina. Le persone sottoposte a dialisi e le donne in gravidanza o che allattano hanno un aumento della domanda di folati. L'abuso di alcolici e l'uso di alcuni farmaci ( antiulcera) possono interferire con l'assorbimento di acido folico.
In entrambi i casi possono esserci difetti del metabolismo. 
Questo accade, ad esempio, in presenza di malattie intestinali croniche (colite ulcerosa e morbo di Crohn) o di celiachia, nelle quali il danneggiamento dei villi intestinali è causa di malassorbimento. 
Gli interventi che hanno prodotto l'asportazione o il bypass di parti
 del tubo intestinale possono ridurre la capacità di assorbimento dei nutrienti.













Quali sono i sintomi dell’anemia da carenza di vitamine?
I sintomi includono:
estremo affaticamento e debolezza (astenia)
pallore
irritabilità
mal di testa
insonnia
fiato corto, mancanza di respiro
vertigini e capogiri
ritmo cardiaco irregolare
difficoltà nel movimento
confusione mentale
perdita di memoria


















Nell'anemia da carenza di B12 si manifesta anche con lingua liscia e arrossata ai bordi e alla punta, alterazione nella percezione dei sapori, colorito giallastro della pelle e della parte bianca (sclera) degli occhi.
La carenza da vitamina C è legata anche allo scorbuto, una malattia ormai poco diffusa in cui si manifestano piccole emorragie sotto pelle o intorno alle gengive.
La mancanza di folati durante la gravidanza può influenzare lo sviluppo e la crescita del feto, causare malformazioni congenite al midollo spinale (spian bifida) e portare a nascite premature.
Come prevenire l’anemia da carenza di vitamine?
La prevenzione dell'anemia da carenza di vitamine si può ottenere con una dieta varia che comprenda alimenti ricchi di vitamine, per la maggior parte frutta, verdura e cereali integrali. In particolare, cibi ricchi di folati sono le verdure a foglia verde e la frutta secca. La vitamina B12 è presente in maggiori quantità in latte, latticini e yogurt, carni rosse e bianche, crostacei. La vitamina C è presente nei broccoli, negli agrumi, nelle fragole, nei peperoni e nei pomodori. In alcuni casi, quando si cerca di avere un bambino, in gravidanza e allattamento, si può prevenire la carenza di folati, in accordo con il medico curante, mediante il consumo di integratori. 
È importante evitare il fumo e l'abuso d'alcol











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